25 Gennaio 2012

IL CALO di FORMA – La vita sportiva di un podista è segnata da alti e bassi ed è normale che la condizione fisica subisca lievi oscillazioni a seconda della preparazione e degli obiettivi. A volte però, capita che senza un motivo plausibile, il podista subisca un improvviso calo di forma o una giornata no. Quello che caratterizza l’imprevisto calo di prestazione è un alterazione dell’equilibrio psicofisico. Il podista si sente vuoto e demotivato. Oppure, al contrario, sin troppo ansioso, incapace di scaricare grinta e aggressività nel gesto atletico. La prima cosa da fare è individuare le vere motivazioni del calo di forma. Spesso, si tratta di un blocco psicologico vissuto anche a livello corporeo, e causato da pensieri ed emozioni sgradevoli. La radice di queste sensazioni negative può essere collegata alla sua vita relazionale; incomprensioni nei rapporti interpersonali o un’improvvisa perdita affettiva, stress da lavoro possono determinare un periodo di crisi. Oppure le cause psicologiche possono essere direttamente legate all’attività podistiche; quello che prima era vissuto con un senso di soddisfazione (allenamenti e partecipazione alle gare) ora non è più fonte di gratificazione. Per esempio, il podista, inconsapevolmente esprime con il calo di forma il rifiuto di reggere le responsabilità del suo ruolo all’interno del suo club e nel rapporto con il trainer. Oppure può percepire un divario eccessivo tra l’energia che investe nel podismo e i vantaggi che gli derivano. O ancora, più semplicemente, pretende troppo da sé stesso e dinanzi a performance modeste si deprime. Si innesca così un circolo vizioso: non mi miglioro, faccio troppa fatica, i risultati deludenti rinforzano la convinzione di non essere in forma, è questa sfiducia in se stesso produce prestazioni sempre più deludenti con ancora più fatica.
Per ribaltare la situazione o, quanto meno, per accorciare i tempi di recupero dello stato di forma, è necessario soprattutto programmare un breve stacco dell’attività podistica. Si tratta di una pausa necessaria per ricaricare le batterie fisiche e mentali, durante la quale si potrà riflettere sul significato delle difficoltà che si stanno vivendo. Il podista può approfittare di questi momenti per giungere a una ri-decisione, senza dare per scontata la necessità di rituffarsi, poi, negli allenamenti, di rientrare in gara e di continuare l’attività podistica. Uno dei motivi del calo di forma è lo stress dal sentirsi costretti a continuare per non tradire le aspettative degli altri e per non offuscare l’immagine esterna di sé. Il podista deve, invece, prendere consapevolezza che correre è una libera scelta fondata sul benessere, divertimento e sul gusto della competizione: niente è dovuto, e niente e irreversibile. Se, dopo essersi interrogato, conclude che è ancora forte la voglia di correre, potrà decidere di tornare a impegnarsi, con rinnovate motivazioni.
Donato D’Auria


Contrattura muscolare: contrazione involontaria, insistente e dolorosa di uno o più muscoli scheletrici. Il muscolo coinvolto si presenta rigido e l’ipertonia delle fibre muscolari è apprezzabile al tatto.
Perché alcune persone traggono in tempi brevi grande beneficio dall’attività fisica e altre, pur impegnandosi, sembrano non ottenere risultati? Questione di geni. Lo rileva uno studio pubblicato sulla rivista scientifica The Journal of Applied Physiology.
L’energia utilizzata dai muscoli deriva, sia pure indirettamente, dalla combustione di zuccheri e grassi e più precisamente di Glicogeno e di acidi grassi liberi.

