12 Febbraio 2012

Il pasto dovrà essere consumato almeno 3 ore prima della competizione e non potrà essere particolarmente abbondante. Dovranno essere ben rappresentati i carboidrati complessi (pasta, pane, patate) ed i lipidi (privilegiando il consumo di olio extravergine d’oliva). L’apporto proteico dovrà essere ridotto.
Un apporto supplementare di zuccheri semplici prima dello sforzo si rivela spesso dannoso, perché determina un innalzamento della glicemia a cui fa seguito una liberazione massiva di insulina, col pericolo di creare un’ipoglicemia secondaria peggiorata dall’esercizio fisico.
Nel pasto pre-gara non è affatto utile un aumento dell’apporto proteico che anzi può risultare dannoso. La digestione delle proteine comporta infatti un notevole impegno dell’organismo, aumentando l’apporto di sangue nel circolo splancnico a discapito della irrorazione muscolare.

Perché alcune persone traggono in tempi brevi grande beneficio dall’attività fisica e altre, pur impegnandosi, sembrano non ottenere risultati? Questione di geni. Lo rileva uno studio pubblicato sulla rivista scientifica The Journal of Applied Physiology.


TEST DI COOPER: Il test di resistenza più utilizzato nella pratica sportiva è il cosiddetto “Test di Cooper”. Il test consiste nel percorrere più strada possibile (correndo o camminando) in un tempo fisso: 12 minuti


