DOMANDA
Ciao sono un ragazzo di 22 anni e le avevo gia scritto chiedendole come cambiare aspetto con lo sport. Volevo ringraziarla perche dopo un mese e mezzo di nuoto e corsa sto veramente bene. Ho raggiunto i 77Kg (prima ne pesavo 85). Mi sento molto meglio grazie allo sport e studio anche di più, e mi rendo conto di aver perso 2 anni della mia vita appresso al body building.
Ora, però, è sorto un problema: ho una tendinite al ginocchio per averlo
sforzato troppo correndo, e quindi devo stare a riposo per 20 giorni (me lo ha detto il fisiatra). Per questa ragione non posso correre e questa è una dura botta per il morale perchè correre cominciava a piacermi tantissimo, anche piu del nuoto. Volevo chiederle se potrei andare in bicicletta con la
tendinite, e qualche consiglio per correre più “sicuro”. Inoltre, dato che ho
scoperto di essere innammorato della corsa, che allenamento devo fare e che tempi per poter partecipare a qualche maratona.
Mi rendo conto che sono molte domande, quindi, se ha tempo mi dia qualche consiglio, altrimenti fa niente. Mi ha gia aiutato molto, grazie.
RISPOSTA
La corsa è una brutta bestia… È la frase che ripeto a tutti coloro che cascano nel trappolone del running. La corsa è uno sport decisamente traumatico: chi lo vuole adottare come sport principale o peggio come unico sport deve fare bene i suoi conti se non vuole ritrovarsi ad avere a che fare con continui infortuni e, alla peggio, ad essere costretto a smettere anzitempo con le articolazioni a pezzi.
D’altro canto basta andare ad una gara di running e valutare quanti over 60 si contano ai nastri di partenza, contro quelli presenti (percentualmente) ad una gara di nuoto o di ciclismo.
Se vuoi diventare un runner da 60 km la settimana di allenamento (il minimo necessario per correre decentemente una maratona) devi seguire questi passi.
1- Ottimizzare il tuo peso: il tuo BMI dovrebbe essere al massimo pari a 22, meglio se qualcosa in meno. Prendi me: io peso 70-72 kg per 1,76 m di altezza, non mi sognerei mai lontanamente di correre per più di 12-15 km e di allenarmi più di 2 volte la settimana, pena l’aumento esponenziale di probabilità di infortunio. Se volessi correre una maratona (evento altamente improbabile) prima scenderei a 68 kg (come minimo).
2- Scoprire se il tuo fisico te lo consente: anche con il peso ottimizzato, la tua distanza critica (quella massima che ti è consentita prima di infortunarti) potrebbe essere ancora bassa, per motivi costituzionali (brutalmente, potresti non essere fisicamente portato per la corsa). Per farlo, la parola d’ordine è gradualità: inizi con le 10 km, poi passi alle mezze maratone, e poi se tutto va bene, dopo molti mesi (anni?) passi alla tua prima maratona, preparata come si deve.
3- Imparare a gestire il tuo fisico in modo ottimale: nella corsa esagerare in quantità o qualità è molto facile e se non sei in grado di capire quando è bene stare a riposo, quando hai tirato più del dovuto, quando quel doloretto non è normale ma è un inizio di infortunio, ecc. Questo si impara in anni di esperienza… E se nel corso di quegli anni le articolazioni si sono irrimediabilmente compromesse? Sono dolori…
C’è anche un’altra considerazione da fare: mi sembra che tu sia troppo coinvolto emotivamente dalla pratica dello sport. Devi sempre mettere in conto che per qualche motivo potresti non riuscire a praticare uno sport. Per non avere contraccolpi psicologici, devi non esserne schiavo, devi poterne fare a meno e questa occasione è ideale per imparare a farlo.
Altra considerazione: ti sei chiesto perché ami la corsa e non il nuoto o la bici? La corsa è lo sport più legato al cronometro (scarsissima componente tecnica che lo rende lo sport più “noioso” della triade), ma è anche quello dove il miglioramento della prestazione è più tangibile. Quindi, è lo sport che naturalmente appassiona di più chi fa sport per migliorarsi continuamente. Ecco che scatta il trappolone del running: sempre più km, sempre più forte, finché non ci si rompe… Psicologicamente (quando si raggiunge il massimo e non si migliora più) o fisicamente.
La pratica di diversi sport è strategica a mio parere nell’ottica dell’equilibrio perché da un lato evita di diventare “invasati” di un solo sport entrando nel vortice della passione sfrenata e della dipendenza che nel caso della corsa è terribile perché la probabilità di infortunio diventa quasi certezza; dall’altra consente di praticare diversi sport a rotazione limitando i sovraccarichi e consentendo di avere sempre un’alternativa valida.
Dal punto di vista psicologico, per esempio, il tuo desiderio di correre una maratona secondo me è negativo. Perché dovresti correre una maratona, visto che potenzialmente è un evento nefasto (infortuni, allenamenti infiniti e abbastanza noiosi che ti portano ad odiare la corsa, ecc)? Capisco bene la tua situazione perché è classica di chi si avvicina allo sport agonistico… C’è immediatamente la voglia di fare “l’impresa”, e siccome non si hanno le doti per eccellere veramente, si punta su imprese “estreme”, dove l’eccellenza è fittizia (correre una maratona sembra una impresa storica per moltissime persone, in realtà è una cosa che tutti possono fare se allenati).
L’unico modo per essere estremi se non si hanno particolari doti naturali è allungare le distanze. Proprio ieri ero in piscina con un triatleta che dopo soli 2 anni di gare ha fatto un ironman, strisciando fino al traguardo (non era allenato, è evidente). Parlavamo di gare di nuoto e cosa salta fuori? Che quest’anno vuole fare i 200 delfino (la gara più massacrante, per chi non ha un delfino economico cioè il 90% dei nuotatori), gara che aveva già fatto l’anno scorso. Volevo rispondergli: prima dovresti imparare a nuotare a delfino (5 minuti prima lo avevo visto nuotare e diciamo pure che faceva parte del 90% con un delfino spaccabraccia)… Ma forse non mi avrebbe rivolto più la parola, e ho desistito.
Amare lo sport significa amarlo in quanto tale, se sei troppo legato alla prestazione o all’impresa epica la tua motivazione è di cartapesta: in un’attimo può essere spazzata via e rimane il vuoto totale.
Quindi il mio consiglio è quello di stare fermo 20 giorni e di guarire completamente, al limite nuota (col pull buoy, non a rana e senza spingerti dal bordo con le gambe) ma non pedalare, e rifletti sul tuo rapporto con lo sport, che a mio parere deve ancora evolvere per darti una stabilità emotiva che ti consentirà di ottenere le massime soddisfazioni dalla pratica dell’attività fisica.
www.cibo360.it
Condividi