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logo2011redsmall.gifPrevisione di spesa di un podista “fuori porta” che partecipa alla manifestazione

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(1)     è impossibile quantificare il tempo eventualmente sottratto al lavoro e/o famiglia.

(2)     l’analisi di spesa è limitata a chi percorre circa 40 km per raggiungere il luogo stabilito con autovettura alimentata a gasolio, senza le eventuali spese del pedaggio autostradale.

(3)     la spesa potrebbe essere divisa se si organizzano più iscritti con un solo veicolo.

(4)     talvolta si è costretti ad andare in quanto è stato allestito l’interessantissimo “Centro maratona/gara” dove gli espositori hanno pagato per ottenere il posto per la vendita (direi anche molto conveniente) dei loro prodotti. Gli organizzatori quindi hanno tutto l’interesse affinché la gente frequenti il luogo, arricchito con spettacoli e conferenze.

(5)     solo per quelli che ci riescono.

www.mezzamaratona.net

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Risposta del Maratoneta all’email “Se Miguel fosse “fisicamente” tra noi, pensate che approverebbe il regolamento della “Corsa di Miguel”

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miguel1.jpgciao daniele,

vedo di darti qualche risposta visto che di miguel faccio parte attiva.

intanto in questi 10 anni di vita chi viene da fuori ha sempre avuto i pettorali la mattina della gara senza esclusioni, te lo posso assicurare visto che sto tre giorni alla consegna pacchi!

ma veniamo alle note:

per quello che riguarda miguel non c’è nessuna grande squadra, la gara è organizzata da 4 (quattro) persone di cui due ci rimettono anche in solido visto che le istituzioni pagano con due anni di ritardo. dirai chi ve lo fa fare: la passione e la voglia di fare qualcosa di diverso e propositivo. pensa che con i soldi della gara si finanzia anche tutta l’attività giovanile che fa muovere 5400 bambini e ragazzi in tre manifestazioni (il mille, le due staffette 50×400 e 100×1000)

per gli altri non parlo!

sul fatto di far pagare prima: tralascio il fatto che parecchie cose vanno pagate al momento, ma devi pensare che i chip si pagano a iscrizione per cui se ti iscrivi e non vieni a pagare ci si rimette 1 euro ad atleta. se tu hai 1000 iscritti prepari ristori e assistenza per mille, ma se vengono in 700 i soldi sono sempre quelli.

non è vero che le piccole società scompaiono: ogni anno ne nascono a decine frutto di spinte centrifughe (tutti vogliono fare il presidente) e lo puoi vedere in una qualsiasi classifica. con gli enti di promozione poi puoi anche iscriverti senza squadra.

certo che con i numeri che oggi hanno le manifestazioni a roma è difficile ovviare alle iscrizioni in anticipo: pensa solo se a miguel facessimo le iscrizioni la mattina, la fila arriverebbe al centro di roma e in che modo prepareresti i ristori e l’assistenza, le ambulanze, i chip.

sul fatto che poi le gare a volte diventano un business, concordo pienamente! ma qui entra la scelta personale, se non vuoi assoggetarti a queste cose puoi scegliere nel lazio tra le 290 gare che si sono effettuate nel 2010. devo dire anche che alcune gare vengono fatte per autofinanziamento da piccole società che in questa maniera mandano avanti la gestione di un anno.

per chiudere questa nostar piccola chiacchierata penso che Miguel approverebbe il regolamento ( a proposito sono tutti uguali per un prolema di leggi!) della corsa di miguel per tutto quello che c’è dietro e che lo renderebbe felice ( vedere correre 1200 bambini a caracalla è una festa, vedere 25 scuole che si sfidano sulla 100×1000 per 7 ore e da vedere).

un grande abbraccio e un augurio di un 2011 ricco di soddisfazioni e…corse
a presto
roberto

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Replica del PodistaLibero

logo2011redsmall.gifCarissimo Roberto,

Ti ringranzio per l’attenzione che mi hai prestato.

Intendo subito chiarire che Ti ho scritto soprattutto per la stima che nutro in Te e poi perchè  sei uno dei responsabili della “Corsa di Miguel”, consapevole che mi avresti dato una Tua pronta replica.

Ho partecipato alla prima edizione ed a tante altre, prima che mi fermassi per seri problemi di salute non legati alle ossa e/o muscoli.

Sicuramente di società sportive ogni anno ne nascono molte, però se sono ubicate nella capitale avranno sicuramente meno problemi di quelle “fouri” Roma a pertecipare alle corse romane.

Da quanto ho scritto, non credo di aver posto il problema sulle modalità di pagamento delle gare ma solo sulla consegna del pettorale per le squadre ed atleti fuori Roma.

Mi sono permesso, probabilmente a torto e consapevole di essere stato un pò duro sulla “Corsa di Miguel” solo dopo aver navigando sul web e letto che la consegna dei pettorali della gara avverrano il 21 e 22/01/2011 e non il giorno della gara.

Quanto ho manifestato, è frutto di una mio radicato rancore su come vengono gestite le consegne dei pettorali in occasione delle “classiche podistiche” capitoline, ma non -robadisco ancora- sulle modalità di pagamento.

Proprio conoscendo le finalità della “tua e non solo” manifestazione e tutto ciò che ha intorno, la cosa mi ha riempito di amarezza ma, se mi dici che anche nell’edizione del 2011 i pettorali saranno consegnati anche il giorno della gara, Ti chiedo umilmente scusa facendo ammenda di quanto scritto, solo per aver “strumentalizzato” a torto la “Corsa di Miguel” come esempio.

Però, almeno sarai d’accordo con me che le altre “classiche romane” involontariamente o volontariamente si sforzano a tenere lontani i podisti individuali e le piccole società “fuori porta”, senza porsi il problema che alcuni podisti sarebbero entusiasti ed onorati a parteciparvi.

. . . comunque quanto da me rappresentato potrebbe sempre essere un argomento di discussione per riportare il nostro mondo sportivo ad una condizione più vivibile e meno complicata.

Sempre con grandissima stima ed affetto Ti rinnovo gli auguri ed i saluti.

Daniele

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Carissimo Maratoneta, ritorno per l’ennesima volta su alcune riflessioni che forse dovrebbero essere considerate da chi organizza manifestazioni agonistiche e/o amatoriali.

Premessa:

  • il mondo del podismo e soprattutto quello romano, da alcuni anni a questa parte è solo indirizzato e nelle mani di grandi squadre;
  • le piccole società e i rarissimi podisti “individuali” sono destinati a scomparire;
  • il podismo è business, come hanno ben compreso alcuni organizzatori di eventi e la Fidal;
  • tutti i grandi e medi eventi podistici hanno lo stesso “canavaccio” di regolamento.

Riflessione sui disagi delle piccole società sportive e degli atleti individuali che si trovano fuori provincia e/o regione:Consapevole e pienamente coscente dell’enorme impegno logistico per allestire una grande manifestazione sportiva;per partecipare ad un evento podistico soprattutto capitolino, bisogna adempiere a quanto di seguito indicato:

  1. compilare una lista e/o scheda di iscrizione da inviare via fax o per email;
  2. eseguire il pagamento mediante carta di credito o bonifico bancario;
  3. recarsi presso un determinato luogo (del comune dove si disputerà la gara) almeno un giorno prima della manifestazione per ritirare il pettorale e pacco gara;
  4. ritornare a casa;
  5. ritornare sul luogo dell’evento per partecipare alla gara (questa è ovvio);
  6. ritornare a casa;
  7. qualora le premiazioni avvengano in data diversa da quella della corsa, ritornare nel comune dove si è svolta la manifestazione nel giorno e nell’ora che hanno stabilito gli organizzatori;
  8. ritornare a casa.

Chiaramente, alcuni dei sopra citati punti potrebbero risultare particolamente onerosi sotto l’aspetto economico (non mi riferico al costo del pettorale, ma alle spese relative al carburante, pedaggi autostradali, parcheggi, alberghi, ecc.) e del tempo che si impiega per adempierli.Possibili risposte degli organizzatori:

  • il regolamento è questo e non si cambia;
  • se la manifestazione vi costa troppo non venite e statevene a casa;
  • chi se ne importa;
  • ……. .

Riflessione di un podista libero (che da oltre venti anni calpesta -di corsa- le strade del mondo) il quale ha assistito al nascere di alcuni eventi che negli anni hanno raggiunto mirabolanti successi:proprio non riesco ad andare a Roma (presa puramente come esempio) per ritirare il pettorale e ritornarci domani per gareggiare. Fare trecento Km in due giorni (distanza presa puramente come esempio) è una bella sfacchinata e una bella spesa di questi tempi. Peccato. Mi sarebbe proprio piaciuto partecipare alla gara, per il suo fascino e del messaggio che vuole trasmettere . . .Possibile soluzione:REGOLAMENTO: . . .le società e gli atleti individuali fuori comune e/o distanti XX Km potranno ritirare i pettorali un’ora e/o mezz’ora prima della partenza della gara.

Con grande amarezza assisto, nella più completa impotentenza, al fenomeno della “globalizzazione negativa” di un mondo, quello podistico, sempre più incurante dei motivi ispiratori di determinati eventi ed esclusivamente rivolto al puro e semplice guadagno.

Non voglio dilungarmi oltre, credo di essere stato fin troppo logorroico, ma formulo ancora la stessa domanda in oggetto:Se Miguel fosse “fisicamente” tra noi, pensate che approverebbe il regolamento della “Corsa di Miguel” ?Nell’augurare un brillante 2011, saluto con grande affetto e stima Daniele (podistalibero).

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Email inviata al sito web “Maratoneta” - www.mataroneta.it - il 30/12/2010

warriors-masa-run-marathon.jpgLo scorso 25 aprile 2010, sul gradino più alto del podio della Maratona di Padova, è salito, tra gli uomini, Gilbert Chepkwoni. Mentre tra le donne si è imposta Rael Kiyara. Entrambi keniani. Un predominio del “continente nero” che non va giù al Carroccio. Meglio allora, come ha sostenuto ieri sera, in consiglio provinciale di Padova, l’esponente leghista Pietro Giovannoni, intervenuto nel dibattito sul tracciato della maratona, che gli enti locali non continuino a finanziare una manifestazione alla quale in maggioranza partecipano “atleti africani o comunque extracomunitari in mutande”. Podisti padani, fatevi avanti.

Da Facebook

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E-mail che si potrebbe inviare alla F.I.D.A.L.

Oggetto: il popolo del running alza la voce!

Testo: Con questa mail vogliamo protestare per le situazioni alle quale negli ultimi anni ci siamo trovati a constatare nelle gare competitive omologate F.I.D.A.L. I prezzi delle iscrizioni alle gare sono sempre più alti e al contrario i pacchi gara e premi di partecipazione hanno iniziato ad essere quasi una presa in giro. Noi abbiamo pen…sato di far partire una protesta coinvolgendo anche voi della federazione che in quanto tale dovrebbe creare delle regole per salvaguardare i propri iscritti (che ricordatevi potrebbero anche smettere di tesserarsi e correre gare competitive) o quanto meno dei parametri nei quali chi vuole organizzare corse F.I.D.A.L. deve tassativamente attenersi. Abbiamo 3 regole che ci sembra coerente proporvi:

1-      Vogliamo l’opzione sull’ iscrizione PACCO GARA SI/PACCO GARA NO così se qualcuno non vuole ricevere niente ma solo pagare il pettorale più i servizi di gara (ristori-mezzi di scopa etc.etc.) può farlo e ovviamente l’iscrizione deve tassativamente abbassarsi almeno del 35-40%!

2-      Vogliamo chiarezza nelle pubblicità, nei volantini e nei siti internet delle varie manifestazioni dove oltre ai prezzi delle iscrizioni ci devono essere elencate in modo chiaro tutti gli oggetti che il pacco gara avrà al suo interno:maglia tecnica, bottiglia 500 ml Gatorade, etc. etc.

3-      Vogliamo che le manifestazioni competitive non possano in alcun modo aumentare i prezzi delle iscrizioni senza aver prima dato chiarimenti a voi che siete, vogliamo ricordarvelo, la federazione italiana di atletica leggera! Così magari fate in modo di capire se l’ aumento é legato a qualche servizio che merita tale scelta!

Cogliamo l’ occasione di farvi distinti saluti

Il popolo del running

Questa bozza di e-mail verrà inviata nei giorni mercoledì 29 dicembre alle ore 19.00 - 30 dicembre alle ore 22.00

Evento su Facebooke:E-mail di protesta alla F.I.D.A.L.

   No Fidal

Premessa

  • sono attualmente un tesserato “indipendente” UISP, in attività da oltre vent’anni;
  • sulla mia tessera, come quella di chiunque altro atleta UISP, è riportata sia la data di rilascio che quella del certificato medico-sportivo;
  • sono anni che ho lasciato la Fidal, in quanto era troppo alto il costodi affiliazione e la copertura assicurativa è limitata solo alle gare federali (oggi, come leggerete, avrei anche una ragione in più).

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Recentemente sono venuto a conoscenza che nelle nuove tessere della Fidal non c’è più LA DATA DI RILASCIO E/O QUELLA DI SCADENZA (fino a qualche anno fa veniva applicato un bollino di rinnovo annuale).

Con l’abolizione del “bollino annuale”, gli organizzatori di manifestazioni, che vogliono tutelarsi legalmente, non possono più accettare gli atleti tesserati Fidal che si iscrivono il giorno stesso della gara, in quanto non hanno più la garanzia che siano in regola (tesseramento e/o “copertura sanitaria”), costringendoli forzatamente a chiudere nei loro confronti le iscrizioni almeno un giorno prima per verificare -qualora ne siano in condizione- che tutti sono in regola.

Quindi, rubando un’affermazione ad un illustre personaggio televisivo che ricordo con piacere, la domanda sorge spontanea: per quale motivo viene ancora rilasciato il “cartellino Fidal” e a cosa serve se non garantisce più che l’atleta titolare è regolarmente “tesserato” e/o “a posto con le norme sanitarie” che regolano le attività sportive ?

Mettendo da parte questo universo podistico globalizzato, fatto anche di Presidenti di società, affiliate alla Fidal, costretti a interpellare i propri tesserati se voglio andare ad una determinata corsa podistisca o viceversa il singolo podista che vuole andare ad una determinata gara deve chiedere al proprio presidente di iscriverlo per fax o per email (utilizzando, come garanzia, la carta intestata). . . ricordo con piacere i bei tempi quando noi “podistini” che per tutta la settimana ci arrabattavamo (e, ci arrabattiamo tutt’ora) tra impegni familiari, lavorativi, ecc. che fino all’ultimo momento potevamo scegliere di andare a gareggiare dove volevamo (manifestazioni di valenza “internazionale”, “nazionale” o “paesana”), senza preoccuparci di essere iscritti e/o essere cacciati perchè la tessera Fidal non è più valida per fare l’iscrizione.

 . . . Meditate amici Podisti meditate . . .

Daniele Aloisi

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